Diagnostica di laboratorio – Glossario esami

EMOCROMO

È l’esame del sangue più eseguito. È detto anche esame emocromocitometrico che letteralmente significa misurazione del colore del sangue e del numero delle sue cellule. Esso prevede il conteggio dei globuli bianchi (leucociti), la formula leucocitaria, il conteggio del numero dei globuli rossi (eritrociti), la determinazione quantitativa dell’emoglobina, l’ematocrito (HMT) e il conteggio delle piastrine (trombociti).

  • GLOBULI BIANCHI O LEUCOCITI (WBC)

Ce ne sono di diversi tipi: granulociti neutrofili, granulociti eosinofili, granulociti basofili, linfociti e monociti.  L’esame che evidenzia la percentuale di ognuno dei cinque tipi di globuli bianchi presenti nel sangue si chiama FORMULA LEUCOCITARIA. Valori superiori alla norma (leucocitosi) possono essere determinati da infiammazioni, infezioni batteriche, virali o parassitarie, leucemie. I globuli bianchi possono anche aumentare in gravidanza o durante le mestruazioni.

Una loro diminuzione (leucopenia) è invece generalmente relazionabile a un abbassamento delle difese immunitarie.

  • NEUTROFILI

Sono la classe più numerosa dei globuli bianchi e difendono l’organismo dalle infezioni. Un loro aumento può indicare un’infezione batterica in corso.

  • EOSINOFILI

Gli eosinofili aumentano in difesa dell’organismo dai parassiti e nelle malattie allergiche (asma bronchiale, rinite allergica, orticaria ecc.).

  • BASOFILI

La loro funzione è conosciuta solo in parte. Anch’essi possono aumentare nelle allergie.

  • LINFOCITI

Sono cellule di importanza essenziale per la funzionalità del sistema immunitario dell’organismo. Essi comprendono diversi sottotipi e producono anticorpi o molecole importanti nella difesa dell’organismo dalle infezioni soprattutto di origine virale. I linfociti inoltre sono in grado di riconoscere in modo specifico cellule estranee e svolgono un ruolo essenziale nella difesa dai tumori e nel rigetto da trapianti.

  • MONOCITI

Sono importanti nella difesa dell’organismo da alcuni tipi di batteri, come quello che causa la tubercolosi e possono aumentare nella mononucleosi infettiva.

  • GLOBULI ROSSI (RBC)

Sono cellule del sangue (dette anche eritrociti o emazie) che trasportano l’ossigeno ai tessuti tramite l’emoglobina e riportano parte dell’anidride carbonica prodotta dai tessuti ai polmoni. Il loro numero influenza i valori di emoglobina (ricca di ferro) e di ematocrito. Per la maturazione dei globuli rossi sono necessarie numerose sostanze tra le quali il ferro, la vitamina B12 e l’acido folico. La diminuzione dei globuli rossi viene detta anemia mentre il loro aumento è indicato come poliglobulia.

  • EMOGLOBINA (Hgb)

È la proteina presente nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti. Nel suo viaggio di ritorno ai polmoni trasporta invece l’anidride carbonica che viene espulsa con l’aria espirata.

Se la concentrazione di Emoglobina scende oltre il 20% rispetto ai valori normali per età e sesso si può parlare di anemia. Cause di valori superiori al normale: perdita di liquidi, insufficienza respiratoria, poliglobulia, disidratazione, policitemia, trasfusioni ripetute. Cause di valori inferiori alla media: deficit di ferro, deficit di vitamina B12, emorragie, epatopatie, infezioni gravi, insufficienza renale cronica, leucemie, morbo di Cooley, morbo di Crhon, metrorragia, neoplasie maligne, ulcera peptica, aplasia midollare, collagenopatie, morbo di Hodgkin.

  • EMATOCRITO (HCT)

È la percentuale del volume del sangue che è occupato dai globuli rossi. Il valore dell’ematocrito segue di pari passo quello dei globuli rossi per cui esso diminuisce nelle anemie e aumenta nelle poliglobulie.

Cause di valori superiori alla media: poliglobulia, diabete, insufficienza renale acuta, peritonite, policitemia, uso di diuretici, ustioni, vomito, disidratazione. Cause di valori inferiori alla media: anemie, aplasie midollari,

carenza di ferro, carenza di vitamina B12, cirrosi epatica, collagenopatie, emorragie, infezioni gravi, insufficienza renale cronica, leucemie, tumori maligni.

  • VOLUME CORPUSCOLARE MEDIO DEI GLOBULI ROSSI (MCV)

Indica il volume quindi la grandezza dei globuli rossi ed è importante perché serve nella diagnosi delle anemie. Normalmente i globuli rossi vengono detti normocitici, ma possono anche essere più piccoli del normale (anemia microcitica) o più grandi (anemia macrocitica). Negli sport di resistenza l’allenamento aumenta il valore dell’MCV (alcuni atleti keniani arrivano anche a valori di 110). Cause di valori superiori al normale (macrocitosi dell emazie): anemie da carenza di vitamina B12, policitemia, poliglobulia, disidratazione, diabete, insufficienza renale acuta, peritonite, uso di diuretici, ustioni, alcolismo, vomito. Cause di valori inferiori al normale (microcitosi delle emazie): talassemie, anemie da carenza di ferro, cirrosi epatica, collagenopatie, aplasie midollari, emorragie, infezioni gravi, insufficienza renale cronica, leucemie, tumori maligni.

  • CONTENUTO EMOGLOBINICO MEDIO (MCH)

È la quantità media di emoglobina presente in ciascun globulo rosso.

  • CONCENTRAZIONE EMOGLOBINICA CORPUSCOLARE MEDIA (MCHC)

Indica la concentrazione media di emoglobina all’interno di ciascun globulo rosso, in parole semplici se i globuli rossi a seconda della loro grandezza contengono poca o molta emoglobina. Cause di valori superiori al normale: stati emolitici (configurazione sferocitica dei globuli). Cause di valori inferiori al normale: anemie ipocromiche.

  • AMPIEZZA DI DISTRIBUZIONE DELLA CURVA DEI VOLUMI DEI GLOBULI ROSSI (RDW)

Indica l’ampiezza della distribuzione del volume dei globuli rossi attorno al suo valore medio, permettendo di riconoscere i casi di anisocitosi. Se il valore è piccolo (RDW basso) i globuli rossi hanno un volume abbastanza uniforme, se il volume è più alto (RDW elevato) vuol dire che il paziente possiede globuli rossi di dimensioni molto variabili (anisocitosi). In genere questo può succedere nel corso delle anemie o anche in seguito a trasfusioni di sangue.

  • PIASTRINE (PLT)

Le piastrine, dette anche trombociti, giocano un ruolo essenziale nei processi di coagulazione. Il loro aumento è considerato fisiologico durante la gravidanza, in seguito all’assunzione prolungata di vitamina B12 e acido folico o allo svolgimento di un’intensa attività sportiva. Inoltre i valori possono alterarsi in caso di forti emorragie, circolazione rallentata del sangue, problemi alla milza, leucemie o lesioni del midollo osseo. Molti farmaci, tra cui la pillola anticoncezionale e l’aspirina, influiscono sui valori. Cause di valori superiori al normale (trombocitosi o piastrinosi): trombocitemia idiopatica, policitemia vera, leucosi mieloide cronica, ecc. Cause di valori inferiori al normale (piastrinopenia o trombocitopenia): trasfusioni di sangue, cura prolungata a base di antibiotici, barbiturici, diuretici, sulfamidici, ipoglicemizzanti. Può inoltre essere il segnale di varie malattie organiche, tra cui: apoplasia midollare, porpora trombocitopenica, porpore secondarie, ustioni estese, leucemie acute, leucemia linfoide cronica, mononucleosi, ecc.

  • VOLUME PIASTRINICO MEDIO (MPV)

Indica il volume medio delle piastrine.

EMOGLOBINA GLICATA

L’emoglobina glicata si forma dall’emoglobina e dal glucosio, per reazione non mediata da enzimi. Si accumula nei globuli rossi in quantità direttamente proporzionale ai valori del glucosio nel sangue ed è molto stabile. Serve quindi per monitorare l’andamento della glicemia nel tempo. Cause di valori superiori al normale: diabete, insufficienza renale cronica. Cause di valori inferiori al normale: ipoglicemia.

 

PT o TEMPO DI PROTROMBINA

La protrombina è una proteina del sangue che interviene nella coagulazione del sangue in caso di rottura dei vasi sanguigni. Il tempo di protrombina indica la velocità con cui la protrombina viene trasformata in trombina. Un suo aumento denota una minore capacità del plasma a coagulare, al contrario una sua diminuzione ne indica una maggiore tendenza a coagulare. Il PT si può esprimere in secondi, % e INR. Cause di valori superiori al normale: difetti congeniti, malattie del fegato, alcune anemie, terapia con anticoagulanti orali (molto usati nelle patologie cardiovascolari), aspirina, gravidanza. Cause di valori inferiori al normale: uso di farmaci, trombosi, nei neonati.

PTT o TEMPO DI TROMBOPLASTINA

Viene eseguito per valutare la via intrinseca coagulativa. Cause di valori superiori al normale: Deficit dei fattori V,VIII,IX,X,XI, XII, emofilia, terapia con eparina, carenza di fibrinogeno, carenze di vitamina k.

 

VES

La VES o velocità di eritrosedimentazione indica il tempo impiegato dai globuli rossi a sedimentare ossia a separarsi dalla parte liquida (plasma). Non si tratta di valori molto precisi in quanto la VES può essere normale anche se l’infezione è già in atto, oppure può risultare elevata quando ormai si è già guariti e quindi è più che mai necessario il parere del medico. Fisiologicamente aumenta in gravidanza, durante le mestruazioni, e con l’aumentare dell’età.

 

Transaminasi (GOT e GPT)

Le transaminasi sono enzimi che appartengono alla classe delle transferasi e che intervengono nel processo di transaminazione, ovvero la trasformazione di un aminoacido in un altro; più specificamente, tali enzimi catalizzano (cioè favoriscono) il processo reversibile grazie al quale un aminoacido (R-NH2-COOH) trasferisce, senza che si verifichi liberazione di ammoniaca, il proprio gruppo amminico (-NH2) ad un alfa-chetoacido (R-CO-COOH) con conseguente formazione di un nuovo aminoacido e di un nuovo chetoacido. La transaminazione può avvenire grazie a due tipi di transaminasi ovvero la transaminasi glutammico-ossalacetica (GOT o AST) e la transaminasi glutammico- piruvica (GPT o ALT). La GOT è particolarmente presente nei muscoli striati e nel miocardio mentre la GPT è particolarmente abbondante negli epatociti. Nel caso in cui si verifichino processi di tipo necrotico a carico del cuore (per esempio l’infarto miocardico) o del fegato (in particolare le epatiti e le epatosi), le cellule si rompono e le transaminasi si riversano in circolo e, conseguentemente, in seguito a controlli ematici, si riscontrano elevati livelli sierici di tali enzimi.

 

GAMMA GT

La Gamma GT (Gamma Glutamil Traspeptidasi) è un enzima localizzato nel fegato e nelle vie biliari, che catalizza il trasferimento di un gruppo glutammico tra peptidi e aminoacidi ed è coinvolta nel trasferimento di aminoacidi attraverso le membrane cellulari, nel metabolismo del glutatione e in quello dei leucotrieni. Cause di valori superiori al normale: malattie ostruttive epatiche e delle vie biliari. Cause di valori inferiori al normale: epatopatie, infiammazioni, cirrosi, intossicazioni.

 
COLESTEROLO TOTALE

È un importante grasso essenziale per la sintesi di alcuni ormoni ed entra in gioco anche come “mattone” nella formazione di tutte le membrane delle cellule. La concentrazione di colesterolo nel sangue dipende dalla dieta ma soprattutto dal fegato che lo sintetizza a partire da diverse sostanze. Esso può aumentare fisiologicamente in gravidanza, nell’allattamento e durante le mestruazioni. Il colesterolo totale è la somma di due tipi di colesterolo: Colesterolo–HDL e Colesterolo–LDL. Cause di valori superiori al normale: ipercolesterolemia idiopatica, diabete, epatite, uso di contraccettivi, ipotiroidismo, morbo di Cushing, obesità, sindrome nefrosica. Cause di valori inferiori al normale: anemie croniche, cirrosi epatica, epatiti, ipertiroidismo, morbo di Addison, iponutrizione, somministrazione di insulina e di cortisone.

 

COLESTEROLO HDL

L'HDL o colesterolo “buono” ha un effetto protettivo nei confronti della malattia arteriosa in quanto ripulisce le arterie dai  depositi arteriosclerotici. Quindi il colesterolo HDL è molto utile ed è importante che il suo livello sia alto. Se invece il valore è basso c’è un maggior rischio di arteriosclerosi.LESTERO
’LDL o colesterolo “cattivo” aumenta il rischio di sviluppo di arteriosclerosi. Il colesterolo LDL, accumulandosi sulle pareti delle arterie, ostruisce il passaggio del sangue col rischio di incorrere in un ictus cerebrale.

TRIGLICERIDI

Sono sostanze grasse prodotte nel fegato o introdotte con gli alimenti. Hanno una funzione di scorta dei grassi per l’organismo e vengono utilizzati nei momenti di emergenza quando l’organismo ha bisogno di energia. Aumentano soprattutto in caso di diete troppo ricche di grassi. Insieme all’aumento del colesterolo, l’innalzamento dei trigliceridi costituisce un fattore di rischio perché danneggia le arterie. I valori sono molto influenzabili dall’alimentazione dei giorni che precedono il prelievo; anche l’alcol consegue questo. Cause di valori superiori al normale: iperlipoproteinemie, sindrome nefrosica, diabete, gravidanza, epatopatie, insufficienza renale, ipotiroidismo, obesità, pancreatite acuta. Se un loro aumento si associa a forte diminuizione dei valori del colesterolo HDL (vedere), rappresentano anch’essi fattore di rischio per infarto e ictus. Cause di valori inferiori al normale: malnutrizione, ipertiroidismo, anemia, contraccettivi orali e gravidanza, digiuno prolungato, senilità, ustioni, infezioni acute.

 

GLICEMIA  

La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue. Aumenta nei soggetti diabetici. Una diminuzione del glucosio rispetto a valori normali si riscontra nel corso di diete povere di zuccheri, in seguito a digiuno prolungato, oppure dopo lo svolgimento di un’attività fisica molto intensa. Può, inoltre, dipendere dall’ assunzione prolungata di particolari farmaci (salicilati, antitubercolari), oppure può essere anche il segnale di alterazioni a carico del fegato. Cause di valori superiori al normale: (iperglicemia): diabete mellito, pancreatite, insufficienza renale, terapie cortisoniche. Cause di valori inferiori al normale (ipoglicemia): alcool, farmaci, digiuno, Sindrome di Zollinger–Ellison.

 

AZOTEMIA

Corrisponde alla quantità di azoto presente nel sangue. Questo esame è importante per verificare la funzionalità renale. L’azotemia può aumentare in base all’età, agli sforzi fisici e alle diete iperproteiche anche se il rene funziona perfettamente. Al contrario può diminuire in gravidanza e nei soggetti che seguono una dieta vegetariana. Cause di valori superiori al normale: glomerulonefriti, pielonefrite, insufficienza renale, nefrite interstiziale, calcoli renali, insufficienza cardiaca, arteriosclerosi, infarto, diabete, ipertrofia prostatica, malattie febbrili, malattie infettive, shock traumatico. Cause di valori inferiori al normale: dieta povera di proteine, alterazioni della funzionalità del fegato, ritardo gestazionale (gravidanza oltre il termine).

 

SIDEREMIA: La sideremia è la concentrazione del ferro nel sangue ed è l’espressione delle condizioni metaboliche del ferro nell’organismo. può aumentare nel neonato e può diminuire in gravidanza

nonchè in soggetti vegetariani. Cause di valori superiori al normale: anemie emolitiche e perniciose, dosi eccessive di ferro somministrate, malattie del fegato, ipertiroidismo, psicosi, carenza di vitamina B6, trasfusioni ripetute. Cause di valori inferiori al normale: emorragie, malattie infettive, gastrite cronica, diarrea, cirrosi epatica, ipotiroidismo, carenza di vitamina C, neoplasie, sindrome nefrosica.

 

 

URICEMIA: L’acido urico è una sostanza di scarto del metabolismo che viene eliminata attraverso i reni nell’urina. Se ciò non avviene il tasso di acido urico nel sangue aumenta. Di norma risulta aumentata nei primi giorni di vita, durante le mestruazioni, in gravidanza e al parto nonché in seguito a dieta ricca di purine. Diminuisce, invece, durante la pubertà. Cause di valori superiori al normale: gotta, terapie farmacologiche con diuretici o chemioterapici, diabete mellito, insufficienza renale, anemia, leucemia, morbo di Hodgkin, linfomi, policitemia, citostatici. Cause di valori inferiori al normale: dosi eccessive di insulina, epatite acuta, malattia di Wilson, morbo celiaco, sindrome di Fanconi, uso di farmaci antinfiammatori non cortisonici, steroidi, antimicotici.

 

 

CREATININA: È il principale indicatore della funzionalità renale. Un aumento di creatinina nel sangue segnala che i reni non riescono a farla passare nelle urine e quindi non svolgono bene il loro lavoro. Anche una dieta iperproteica a base di carne può contribuire ad alzare il tasso di creatinina nel sangue. Cause di valori superiori al normale: insufficienza renale, dermatomiosite, eccessi sportivi, ipertiroidismo, miastenia, traumi, ustioni. Cause di valori inferiori al normale: anemie, atrofia muscolare, ipotiroidismo, leucemia, mioglobinuria.

 

 

PROTEINE TOTALI: Sono un insieme eterogeneo di composti molto diversi tra loro presenti nel sangue. Generalmente sono basse nel neonato, dopo sforzi fisici, durante la gravidanza e l’allattamento. Cause di valori superiori al normale: stati infiammatori, leucemie, epatiti, cirrosi epatica, mielosa. Cause di valori inferiori al normale: iponutrizione, proteinuria, ustioni, ulcerazioni, emorragie croniche, epatopatie croniche, vomito, diarrea, malassorbimento.

 

FOSFATASI ALCALINA: È un enzima prodotto dal tessuto osseo, fegato ed intestino. Cause di valori superiori al normale: malattie ossee, osteomielite. Cause di valori inferiori al normale: Ipotiroidismo, ipofosfatemia.

 

 

BILIRUBINA TOTALE E FRAZIONATA: La bilirubina è una sostanza contenuta nella bile che deriva dalla demolizione dei globuli rossi giunti al termine della loro vita ed in particolare dell’emoglobina. L’esame serve a valutare la presenza o meno di patologie epatiche o di anemia. L’aumento di bilirubina conferisce una colorazione giallastra alla congiuntiva oculare e alla cute definita ittero. In genere aumenta nei neonati

e nei soggetti che vivono ad elevate altitudini. Si distinguono due tipi di bilirubina: INDIRETTA e DIRETTA:

la prima è la bilirubina che non ha ancora raggiunto il fegato, al contrario la bilirubina DIRETTA (o coniugata) è la bilirubina già trasformata dal fegato. La bilirubina TOTALE rappresenta la somma di entrambe le componenti. Cause di valori superiori al normale: Bilirubina INDIRETTA: epatiti, anemia emolitica, anemia perniciosa, iperbilirubinemia congenita, Sindrome di Gilbert, cirrosi epatica. Bilirubina DIRETTA: ostruzioni delle vie biliari, cirrosi epatica, ittero, ipertiroidismo, toxoplasmosi, lues, listeriasi.

 

 

ESAME URINE: L’urina è il liquido prodotto dai reni che, dopo aver filtrato il sangue, eliminano i prodotti di scarto dell’organismo, l’eccesso d’acqua o di sostanze che sono in essa disciolte. L’esame standard delle urine comprende sia l’esame chimico fisico (colore, aspetto, ph, peso specifico, glucosio, proteine, emoglobina, corpi chetonici, urobilinogeno e bilirubina), sia l’esame microscopico del sedimento. Le donne devono avere l’accortezza di non sottoporsi a questo esame nel periodo mestruale. È opportuno che l’esame delle urine sia eseguito raccogliendo il campione in recipienti di plastica sterili dopo aver lavato con sapone i genitali esterni. Inoltre è preferibile che si raccolgano le prime urine del mattino buttando il primo getto poiché, essendo più concentrate, si prestano meglio all’analisi del sedimento ed alla ricerca di eventuali componenti patologici. Il campo di indagine offerto dall’analisi delle urine è vastissimo e complesso, infatti esso permette di diagnosticare non solo disfunzioni renali ma anche altre patologie come diabete, infezioni, malattie del fegato ed altro. Quelli che seguono sono gli analiti più spesso ricercati.

  • ASPETTO

Normalmente è limpido o trasparente ma può anche presentarsi come opalescente o semitrasparente, leggermente torbido, torbido, lattescente. In casi patologici l’aspetto delle urine può essere opalescente

o torbido per la presenza di flora batterica, di leucociti (pus), di sangue, di cristalli (es. fosfati, urati, ossalati), di sperma.

  • COLORE

Il colore delle urine varia normalmente tra il giallo paglierino e l’ambra, ma può anche assumere colore dal rosso al blu per l’assunzione di numerosi farmaci o coloranti senza che ciò abbia particolare significato patologico.

  • PH

È la misura dell’acidità o della alcalinità di una soluzione. I valori ritenuti normali variano da 5 a 7. Cause di valori superiori al normale (urine alcaline con pH maggiore di 7): acidosi metabolica, alcalosi respiratoria, dieta ricca di frutta, stasi urinaria, cistite, vomito. Cause di valori inferiori al normale (urine acide con pH inferiore a 5): diabete mellito, dieta ricca di proteine, dieta con pochi zuccheri, digiuno, insufficienza renale.

  • PESO SPECIFICO

È un buon indicatore della funzionalità del rene. Il suo valore è determinato dalla presenza di urea, di proteine, di glucosio, di urobilina, di pigmenti biliari. Se il peso specifico ha un valore nella norma significa che il rene è in grado di svolgere le sue funzioni e di scaricare tutte le sostanze di rifiuto nell’urina. Cause di valori superiori al normale: diabete mellito, disidratazione (per stati febbrili, vomito, diarrea, sudorazione), glomerulonefriti, ritenzione di sodio. Cause di valori inferiori al normale: abuso di bevande, insufficienza renale, ipertiroidismo, poliuria, ipoalimentazione, uso di diuretici.

  • NITRITI

La loro positività indica la presenza di una elevata carica batterica nelle urine. Il test si basa sulla capacità da parte di numerose specie batteriche di ridurre i nitrati a nitriti, la loro negatività però non esclude la presenza di germi in quanto non tutti i batteri sono in grado di effettuare tale riduzione.

  • PROTEINE

I reni normalmente non lasciano passare le proteine nell’urina (vengono bloccate prima) in quanto sono sostanze molto importanti per l’organismo e non possono essere smaltite. Fisiologicamente possono essere prodotte in caso di sforzi fisici, freddo e gravidanza. Cause patologiche che possono determinare la proteinuria sono: glomerulonefrite acuta e cronica, sindrome nefrosica, anemia, amiloidosi, avvelenamento da arsenico, bismuto e mercurio, cistite, diabete, gotta, gravidanza, stati febbrili, mieloma multiplo, pielonefrite, shock.

  • GLUCOSIO

Dovrebbe essere assente nell’urina. La sua presenza può essere determinata da diabete mellito, acromegalia, avvelenamento da mercurio, gravidanza, sindrome di Cushing, nefropatia tossica, tireotossicosi, uso di diuretici e steroidi.

  • CORPI CHETONICI

Sono dei composti chimici che si formano in seguito alla degradazione di altri composti chimici di riserva quando l’organismo non ha più una quantità sufficiente di zuccheri. La loro presenza può essere dovuta a sottonutrizione, vomito, gravidanza, malattie febbrili che si accompagnano a disidratazione, alterazione del metabolismo dei lipidi, diabete, epatiti croniche.

  • UROBILINA

Deriva dalla bilirubina (pigmento contenuto nella bile dell’uomo). Solitamente non è presente nell’urina. La

sua presenza dà alle urine una tipica colorazione di vino marsala e può essere causata da stati di digiuno, dieta ricca di carne, stati febbrili, epatopatie(cirrosi epatica, epatiti), emolisi, ittero, infarto del miocardio.

  • SEDIMENTO URINARIO

È l’insieme dei detriti che si concentrano nelle urine in seguito a centrifugazione. In condizioni normali, dall’analisi al microscopio dell’urina, non ci dovrebbe essere nulla da segnalare quindi il sedimento dovrebbe essere nullo. I principali elementi che invece si possono riscontrare sono le cellule epiteliali (prodotte dallo sfaldamento delle vie urinarie), le emazie (o globuli rossi) e i leucociti (o globuli bianchi). Si possono inoltre osservare cilindri, cristalli e anche batteri e parassiti.

La presenza di batteri può mostrare l’esistenza di un’infezione delle vie urinarie; può capitare però che le urine dei soggetti sani siano non sterili per varie ragioni come per la contaminazione ambientale, per una non idonea conservazione del campione, per l’uso di contenitori non sterili, per l’inquinamento delle urine durante il passaggio delle ultime vie urinarie.

  • LEUCOCITI

Di norma ce ne sono pochissimi (1–2 per campo). La loro presenza è da considerarsi patologica e può accompagnarsi a un sedimento denso di colore bianco–grigiastro (piuria). Il loro aumento è un segnale di infezione delle vie urinarie, cistite, ipertrofia della prostata, uretrite, prostatite. 

  • SANGUE

Le cause più frequenti di sangue nelle urine (ematuria) sono ipoprotrombina (poca protrombina, quando è minore del 25% rispetto al valore normale esiste il rischio di emorragia), calcolosi renale, uretrale, vescicale, neoplasia della prostata, rene e vescica, uretriti, cistiti, traumi, malattie infettive, sangue mestruale nella

donna.

 

 

FT3 (TRIIODOTIRONINA LIBERA)  e FT4 (TIROXINA LIBERA): Sono rispettivamente le frazioni libere degli ormoni T3 e T4 circolanti , ormoni prodotti dalla ghiandola tiroidea. T3 e T4 si alterano in caso di malattie della tiroide, ma anche nel caso di alimentazioni particolarmente ricche di iodio o di regimi alimentari ipocalorici. Cause di valori superiori al normale: ipertiroidismo, tiroidite subacuta in fase acuta, coriocarcinoma, carcinoma embrionale del testicolo, somministrazione di estrogeni e di T4, gravidanza. Cause di valori inferiori al normale: Ipotiroidismo, tiroidite subacuta in terza fase, nefrosi, malnutrizione.

 

TSH (ORMONE TIREOTROPO): È un ormone secreto dall’ipofisi preposto allo sviluppo della tiroide e che regola l’attività secretoria degli ormoni T3 e T4. Una sua variazione patologica è ovviamente indicativo di malattie della tiroide.

 

ANTICORPI ANTI TPO (anticorpi anti perossidasi tiroidea): Sono autoanticorpi organo–specifici diretti contro la perossidasi tiroidea, enzima che converte la tirosina in tireoglobulina.

 

ANTICORPI ANTI TIREOGLOBULINA: Sono autoanticorpi organo–specifici diretti contro tireoglobulina (Tg) che è il maggior componente proteico della colloide tiroidea e contiene quasi tutto lo iodio ghiandolare.

 

SODIO: È il principale catione extracellulare ed ha la funzione di mantenere il volume dei liquidi nell’organismo. Di solito le sue modificazioni si accompagnano a quelle del cloro. Le variazioni fisiologiche del sodio si possono raffrontare all’apporto di sodio con l’alimentazione, inoltre si può verificare un aumento in gravidanza, durante il periodo mestruale e in seguito a sudorazione profusa. Cause di valori superiori alla norma: somministrazione di forti quantità di sodio, disidratazione, iperaldosteronismo, insufficienza cardiocircolatoria, insufficienza epatica, sindrome di Cushing, febbre elevata nei bambini, acidosi diabetica. Cause di valori inferiori alla norma: scarso apporto di sodio, abuso di diuretici, alterazioni renali, insufficienza surrenalica acuta, vomito, diarrea, eccessiva introduzione di acqua, insufficienza miocardica.

 

CALCIO: È uno ione che interviene in diversi processi biologici. È essenziale per la formazione e lo sviluppo delle ossa, dei denti e delle unghie, ma anche per il processo di coagulazione del sangue, per l’attività dei muscoli, per il sistema nervoso centrale e per la digestione di alcuni cibi (latte). Nel neonato la calcemia è

lievemente superiore alla norma e può diminuire in gravidanza e durante l’allattamento. Cause di valori superiori al normale (ipercalcemia): iperparatiroidismo, ipertiroidismo, ipervitaminosi D, leucemia, linfomi,

policitemia vera, iperprotidemia, metastasi ossee, malattia di Recklinghausen, sarcoidosi, uso di farmaci contenenti litio, iperdosaggio di vitamina A. Cause di valori inferiori al normale (ipocalcemia): tetania, ipovitaminosi D, deficit alimentari, insufficienza pancreatica, pancreatiti, ipoparatiroidismo, osteomalacia, malattie infettive, lesioni renali da ossalato di calcio, steatorrea.

 

CLORO: È il principale anione extracellulare. Non ha proprietà specifiche, la sua funzione principale è quella di accompagnare il sodio nel mantenimento della pressione osmotica. Cause di valori superiori alla norma: disidratazione, glomerulonefrite, amiloidosi, emorragie, ipertensione maligna, acidosi metabolica, alcalosi respiratoria. Cause di valori inferiori alla norma: dieta aclorulata, avitaminosi B1, carenza di vitamina K, somministrazione eccessiva di diuretici, vomito gravidico, acidosi diabetica, acidosi respiratoria, alcalosi respiratoria, perdita di liquidi attraverso il digerente.

 

POTASSIO: È il principale catione intracellulare ed ha la funzione di regolare l’equilibrio osmotico. Interviene in numerose reazioni enzimatiche e nella sintesi delle proteine. Cause di valori superiori alla norma: ipoaldosteronismo, alcune anemie, somministrazione di potassio nelle aritmie, diabete scompensato, malattie allergiche, insufficienza renale, stati postoperatori, shock traumatici, necrosi cellulari estese. Cause di valori inferiori alla norma: alcolismo acuto, anoressia, ustioni, vomito, abuso di lassativi, iperaldosteronismo, ipertiroidismo, pielonefrite, epatopatie.

 

MAGNESIO: Esercita numerose funzioni a livello capillare, nervoso ed enzimatico. Può diminuire in gravidanza. Cause di valori superiori alla norma: anemia emolitica dopo aborto, disidratazione, insufficienza renale, carenze alimentari, coma diabetico, lesioni epatiche, ipoaldosteronismo, iniezione

di paratormone. Cause di valori inferiori alla norma: avitaminosi D, sindromi di malassorbimento, distrofia da fame, abuso di purganti, perdita protratta di liquidi, somministrazione di diuretici, epilessia, pancreatite, cirrosi epatica, alcolismo.

 

 

 

TRANSFERRINA: La transferrina è responsabile del trasporto del ferro dai depositi al sangue. Cause di valori superiori al normale: (con contemporaneo aumento della sideremia) epatiti acute, amiloidosi epatica, cirrosi epatica, lesioni epatotossiche, statosi epatica; (con contemporanea diminuzione della sideremia) gravidanza, emorragie croniche, anemie ferriprive. Cause di valori inferiori al normale: atransferrinemia congenita, atransferrinemia acquisita, anemie emolitiche, tumori, infezioni acute e croniche, reumatismo.

 

ELETTROFORESI DELLE PROTEINE: L’elettroforesi del siero analizza le proteine presenti nel sangue. Molte di queste proteine vengono prodotte dal fegato (albumina) mentre altre vengono rilasciate nel sangue dal sistema linfatico–plasmacellulare (gamma–globuline). Vengono classificate grossolanamente in albumina e globulina ma elettroforeticamente la distinzione è molto più netta. L’elettroforesi, infatti, permette di separare le varie frazioni delle proteine sfruttando la loro differente capacità di migrazione in un campo elettrico. Si differenziano in questo modo diverse bande caratterizzate dalle seguenti tipologie proteiche: ALBUMINA, ALFA–1–GLOBULINA, ALFA–2–GLOBULINA, BETA–GLOBULINE, GAMMA– GLOBULINE. L’elettroforesi proteica permette di mettere in luce un gran numero di malattie come lesioni del tessuto renale, cirrosi, diabete, tumori, ustioni ecc.

  • ALBUMINA (vedi albumina)
  • ALFA – GLOBULINA

Cause di valori superiori al normale: brucellosi, insufficienza renale cronica, ittero ostruttivo, leucemie acute, neoplasie maligne, reumatismo articolare acuto, sepsi, traumi, ustioni. Cause di valori inferiori al normale: enteropatie, epatite acuta virale, epatopatia cronica, leucemia linfatica cronica, malattia di Wilson.

  • ALFA 2 – GLOBULINA

Cause di valori superiori al normale: colecistite, infarto cardiaco, insufficienza renale cronica, leucemia acuta, morbo di Hodgkin, neoplasie maligne. Cause di valori inferiori al normale: gastroenterite, steatorrea.

  • BETA – GLOBULINA

Cause di valori superiori al normale: malattie infettive, malattie reumatiche, malattie epatiche, malattie allergiche, lipoidosi, malattie del rene. Cause di valori inferiori al normale: distrofia epatica, sindrome

di carenza di anticorpi, atrofia del fegato, atransferrinemia.

  • GAMMA – GLOBULINE

Cause di valori superiori al normale: malattie infettive, lesioni non infiammatorie, malattie maligne, malattie del fegato, malattie dei reni.

 

SIDEREMIA: La sideremia è la concentrazione del ferro nel sangue ed èl’espressione delle condizioni metaboliche del ferro nell’organismo.può aumentare nel neonato e può diminuire in gravidanza nonchè in soggetti vegetariani. Cause di valori superiori al normale: anemie emolitiche e perniciose,

dosi eccessive di ferro somministrate, malattie del fegato,ipertiroidismo, psicosi, carenza di vitamina B6, trasfusioni ripetute. Cause di valori inferiori al normale: emorragie, malattie infettive, gastrite cronica, diarrea, cirrosi epatica, ipotiroidismo, carenza di vitamina C, neoplasie, sindrome nefrosica.

 

ALBUMINA: È la proteina più abbondante del siero. Essa è prodotta nel fegato ed ha la funzione di mantenere costante il livello dei liquidi nei vasi sanguigni (infatti quando i livelli sono bassi i liquidi diffondono nei tessuti causando gonfiore) e di trasportare i principi attivi dei farmaci, gli ormoni e la bilirubina. Cause di valori superiori al normale: disidratazione, sarcoidosi, tromboangioite o morbo di Bürger. Cause di valori inferiori al normale: malattie infettive (epatite meningite, polmonite, mononucleosi, malaria, scarlattina, tifo, erisipela, ecc), malattie reumatiche e del collageno (artrite reumatoide, febbre reumatica, lupus eritematoide, ecc.) malattie del fegato (epatiti, cirrosi epatica), malattie del rene (sindrome nefrosica, insufficienza renale) e inoltre alcolismo, gravidanza, infiammazioni, ipertiroidismo, anoressia, infarto miocardico, pancreatite, traumi chirurgici e accidentali, ecc.

 

 

 

ANTICORPI ANTI ENDOMISIO IgA/IgG: Sono autoanticorpi organo–specifici prodotti dal sistema immunitario

nei confronti della mucosa intestinale. Vengono di norma riscontrati nella celiachia, malattia causata dall’intolleranza al glutine che è contenuto nel grano, segale, avena e orzo. Per la diagnosi del morbo celiaco è opportuno inoltre ricercare:

– ANTICORPI ANTI–TRANSGLUTAMINASI (tTG)

– ANTICORPI ANTI–GLIADINA

AMILASI: È un enzima principalmente prodotto dal pancreas che interviene nella digestione dell’amido. È un esame eseguito per verificare la funzionalità del pancreas, ma poiché è anche prodotto dalle ghiandole salivari digestive e dalle tube di falloppio, nelle donne, occorre dosare esclusivamente l’amilasi pancreatica. Generalmente nei neonati e nei bambini ha una valore più basso rispetto alla norma. Cause di valori alterati: pancreatite acuta e cronica, carcinoma del pancreas, intossicazione, tossiemia gravidica, malattia fibrocistica del pancreas, necrosi del pancreas.

 

LIPASI: È un enzima secreto dal pancreas che scinde i trigliceridi in acidi grassi e glicerolo. Cause di valori superiori al normale: pancreatite acuta, ostruzione del dotto pancreatico, tumore pancreatico, colecistite, peritonite, colelitiasi.

 

HELICOBACTER PYLORI: L’Helicobacter pylori è un batterio patogeno che annidandosi nello stomaco ne erode la parete provocando gastrite e ulcera gastrica nonchè tumore allo stomaco. La diagnosi si può effettuare (oltre che tramite gastroscopia e breath test) anche mediante:

- ricerca su siero, con un semplice prelievo di sangue ricercando gli anticorpi specifici anti–helicobacter

- ricerca su un campione di feci

SANGUE OCCULTO NELLE FECI: Consiste nella ricerca della presenza macroscopica di sangue nelle feci. Di norma deve essere assente. Per un esame corretto, occorre rimanere per tre giorni senza mangiare carne,

pesce, verdure fresche e banane e senza prendere purganti o farmaci contenenti ferro. Inoltre se si sospettano emorragie gengivali spontanee si sconsiglia, l’uso dello spazzolino da denti, almeno due giorni prima dell’esame. La presenza di sangue nelle feci può essere determinata da assunzione di ferro per bocca, dieta ricca di carne, emorroidi, esofagite, neoplasie del tubo digerente, piastrinopenia, varici esofagee, gastrite, rettocolite ulcerosa, diverticolite, poliposi.

 

 

CALPROTECTINA FECALE: La calprotectina è una proteina legante il calcio presente nei neutrofili e in minor misura nei monociti. La sua presenza nelle feci può essere utilizzata come marker indiretto dell'infiltrazione neutrofila della parete e quindi dell'infiammazione intestinale. Livelli aumentati di calprotectina si riscontrano nella malattia cronica intestinale (Crohn, rettocolite ulcerosa), alcune neoplasie intestinali, diverticolite, enteriti acute. Può essere utilizzata nella diagnosi differenziale tra patologie funzionali dell'intestino (colon irritabile) dove non c'è aumento della calprotectina fecale dalle malattie croniche infiammatorie (I.B.D. Inflammatory Bowel Disease); nel monitoraggio e nel follow-up terapeutico dell'attività infiammatoria intestinale; per neoplasie dell'intestino, diverticolite e patologie peptiche.

OMOCISTEINA: L’omocisteina è un prodotto intermedio del metabolismo della metionina, un aminoacido essenziale. Deficienze di acido folico e di vitamina B12 e B6, così come una ridotta attività enzimatica della metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR) causano un accumulo di omocisteina che, a sua volta, è in grado di provocare distruzione delle cellule endoteliali, riduzione dell’attività anti-ossidante, stimolazione della coagulazione e, in ultima analisi, aterosclerosi e trombosi. L’omocisteina è un fattore di rischio indipendente per l’insorgenza di una cardiopatia coronarica, per eventi trombotici, per aborto e per malformazioni fetali (difetti del tubo neurale, palatoschisi).

 

VITAMINA B12: La vitamina B12 è introdotta nell’organismo con l’alimentazione ma viene assorbita solo dopo il legame con una glicoproteina prodotta dalle cellule della mucosa gastrica (il cosiddetto fattore intrinseco, che, quando manca a causa di una atrofia della mucosa gastrica, porta ad una anemia macrocitica per mancato assorbimento della vitamina).
La vitamina B12 interviene nella sintesi delle purine (DNA), degli acidi grassi (mielina) e nel metabolismo della metionina

FOLATI: Insieme alla vitamina B12, i folati sono necessari per la formazione di globuli rossi normali e per la sintesi del DNA; di conseguenza una loro carenza comporta una ridotta sintesi di DNA.  I folati sono inoltre necessari per il normale sviluppo del sistema nervoso del feto.  Carenze di folati possono essere dovute o ad aumentato fabbisogno (gravidanza, allattamento, crescita, tumori, infezioni) o a ridotto apporto nutritivo (malnutrizione, alcolismo) oppure a malassorbimento (celiachia, malattia infiammatoria intestinale, resezioni intestinali). Nei primi mesi di gravidanza la somministrazione giornaliera di integratori di folati risulta molto utile nella prevenzione dei difetti del tubo neurale (anencefalia, spina bifida).

RAME: Il rame è un minerale essenziale che ha un ruolo fondamentale in diversi processi enzimatici. E' contenuto principalmente nel fegato, nel cervello e nel rene ma è presente in minore quantità anche nel sangue, legato per il 95% alla cerulo plasmina. Solo una piccola parte del rame rimane libero o non legato. L’eccesso di rame nel fegato viene veicolato dalla bile ed eliminato con le feci; una percentuale minore di rame viene eliminata con le urine. Il dosaggio del rame (nel sangue o nelle urine) viene effettuato in primo luogo come supporto alla diagnosi della malattia di Wilson, un raro disordine ereditario che porta ad un eccessivo accumulo di rame nel fegato, nel cervello e in altri organi. Meno frequentemente la misura del rame può essere effettuata per valutare un'esposizione a grandi quantità di rame in un periodo di tempo limitato (esposizione acuta) o un'esposizione a piccole quantità di rame ma per periodi di tempo prolungato (esposizione cronica).

ZINCO: Lo zinco è un metallo presente in tracce nell'organismo dove è coinvolto in numerose attività. Esso è presente in numerosi enzimi (metalloenzimi) e svolge un ruolo nella sintesi proteica, nella crescita, nella spermiogenesi, nella cicatrizzazione delle ferite. Regola inoltre l'omeostasi glucidica e l'immunità cellulo-mediata. Lo zinco è normalmente presente nella dieta (carne, pesce, uova, latte), è assorbito a livello gastro-intestinale ed è eliminato prevalentemente con le feci. Nell'industria è usato nei processi di galvanizzazione, produzione di leghe, batterie elettriche. L'esposizione ai fumi dei sali di zinco può provocare irritazione cutanea, delle vie respiratorie e dell'apparato gastroenterico. Il dosaggio dello zinco viene effettuato per valutare un’esposizione professionale allo zinco o per mettere in evidenza stati carenziali.

VITAMINA D: La vitamina D è una vitamina liposolubile che interviene nel metabolismo calcio-fosforo ed esiste in due forme: una è il colecalciferolo (Vitamina D3) che viene sintetizzato a livello cutaneo per irradiazione ultravioletta a partire dal dal 7-deidrocolesterolo, ma che può anche essere introdotta con grassi animali (fegato di pesce, latte, carni); l’altra è l’ ergocalciferolo (Vitamina D2), derivata, per affetto dell’ irradiazione ultravioletta, dall’ ergosterolo introdotto con la dieta (lievito). Entrambe queste forme subiscono nell’organismo due importanti idrossilazioni: la prima nel fegato con formazione del calcidiolo: 25(OH)D); la seconda nel rene dove si forma il calcitriolo: 1,25 (OH)D, che rappresenta il metabolita biologicamente attivo. La vitamina D agisce principalmente, aumentando l’assorbimento intestinale di calcio, sul riassorbimento osseo (a basse dosi favorisce la mineralizzazione; ad alte dosi provoca una mobilizzazione del calcio (per stimolo degli osteoclasti), aumentando nel contempo, a livello renale, il riassorbimento tubulare del fosforo. Deficit della 25(OH)D si osservano nel rachitismo infantile, osteoporosi, osteomalacia, gravidanza, nella crescita, negli anziani, in menopausa, nei malassorbimenti, nell’insufficienza epatica.

IMMUNOGLOBULINE IgA: Le immunoglobuline della classe A sono gli anticorpi che normalmente prevalgono nelle secrezioni (es. latte materno) agendo a livello delle mucose. Il loro dosaggio può essere eseguito per:

  • approfondimento diagnostico in presenza di componente monoclonale rilevata all’elettroforesi;  
  • screening dell’immunodeficienza di IgA prima di ricercare gli anticorpi anti-gliadina ed anti-transglutaminasi di tipo IgA.;
  • infezioni ricorrenti delle basse vie respiratorie e del tratto gastrointestinale.

ANTICORPI ANTI TRANSGLUTAMINASI IgA/IgG: Gli anticorpi antitransglutaminasi sono immunoglobuline di tipo IgA/IgG e rappresentano, assieme agli anticorpi antiendomisio, il marker sierologico più specifico nella diagnostica della malattia celiaca. La malattia celiaca è una enteropatia che colpisce soprattutto il tratto prossimale dell’intestino tenue provocando malassorbimento. Essa è causata da un’intolleranza al glutine, contenuta nel frumento ed in altri cereali. Gli anticorpi antitransglutaminasi sono diretti contro una proteina tissutale (transglutaminasi) espressa dall’intestino tenue che interagisce con la gliadina, svolgendo un ruolo fondamentale nella patogenesi della malattia celiaca. Anche se la diagnosi certa della malattia celiaca è solo istologica, l’introduzione degli anticorpi antitransglutaminasi nella pratica clinica ha permesso la diagnosi di numerose forme di celiachia asintomatiche o paucisintomatiche.

ANTICORPI ANTI GLIADINA IgA/IgG: Gli anticorpi antigliadina sono immunoglobuline di tipo IgA/IgG e si affiancano agli anticorpi antiendomisioantitransglutaminasi nella diagnostica sierologica della malattia celiaca. Gli anticorpi antigliadina sono rivolti contro la gliadina, una frazione solubile del glutine, sono abbastanza sensibili ma hanno minore specificità degli anticorpi antiendomisio e degli anticorpi antitransglutaminasi, risultando più utili nel monitoraggio della terapia di eliminazione del glutine.

PIOMBO:  Il piombo è un metallo morbido presente nell’ambiente. Quando viene inalato o ingerito può provocare danni, agli organi e al sistema nervoso. Anche a basse concentrazioni può causare danni irreversibili senza provocare sintomi fisici. Nei bambini può provocare un ritardo cognitivo permanente, disordini comportamentali e ritardo nello sviluppo. L’esposizione al piombo può provocare  debolezza, anemia, nausea, perdita di peso, affaticamento, mal di testa, mal di stomaco e disfunzioni renali, riproduttive e del sistema nervoso. Il piombo può passare dal circolo materno a quello fetale e provocare aborto o nascita prematura. La concentrazione di piombo nel sangue viene monitorata nei lavoratori nel cui ambiente è presente il piombo. E’ utilizzato per valutare l’esposizione cronica e l’esposizione acuta recente al piombo.