FARMACOLOGIA CLINICA

OBIETTIVI

Gli obiettivi della Farmacologia Clinica sono quelli di garantire una terapia farmacologica razionale e sicura per i pazienti con metodi di lavoro incentratI sui principi della medicina basata sulle prove e individualizzate sui pazienti. La struttura offre servizi di consulenza in materia di terapia farmacologica, incluso il monitoraggio degli effetti collaterali dei farmaci, le interazioni farmaco-farmaco, le poli-terapie e l’individualizzazione della terapia farmacologica in base alle informazioni fornite dalle analisi di genetica effettuate su ciascun paziente (farmacogenetica). 

SERVIZI OFFERTI

Monitoraggio Terapeutico dei Farmaci (presenti nella lista)

      Il monitoraggio terapeutico dei farmaci (TDM) ha lo scopo di ottimizzare il rapporto costo/beneficio della terapia farmacologica, ricercando il miglior effetto terapeutico e riducendo al minimo gli effetti collaterali/tossici ed i costi.
Vengono inoltre effettuate personalizzazioni delle terapie farmacologiche applicando diversi metodi (modelli compartimentali, cinetica bayesiana, algoritmi matematici, relazioni cinetico-dinamiche, studio dei polimorfismi genetici sul metabolismo dei farmaci).
Il TDM viene eseguito analizzando le concentrazioni nei liquidi biologici dei farmaci e dei loro metaboliti. Le analisi vengono effettuate con metodiche IMMUNOMETRIA, HPLC, LC-MS/MS,  e riguarda esclusivamente i farmaci presenti nella lista.

ATTIVITÀ CLINICA

Siamo specializzati nel dosaggio dei livelli plasmatici di numerosi farmaci utilizzati nella cura di diverse patologie:

  • Neurologici (acido valproico, carbamazepina, fenitoina, fenobarbitale, lacosamide, lamotrigina, levetiracetam, oxcarbazepina, peramapanel, topiramato, zonisamide)

  • Antiaritmici (amiodarone/desetilamiodarone)

  • Antibiotici (amicacina, vancomicina, gentamicina, linezolid)

  • Antifugini (posaconazolo, isavuconazolo, voriconazolo)

  • Onco-ematologici (metotressato)

  • Antiepilettici (acido valporico, fenitoina, carbamazepina, etosuccimide, fenobarbital, lamotrigina, oxacarbamazepina, zoinsamide, levetiracetam, primodone, topiramato, gabapentin)
  • Immunosoppressori (ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, everolimus)
  • Benzoodiazepine sieriche (3-idrossibromazepam, 7-aminoclonazepam, 7-aminoflunitrazepam, 7-aminotriazepam, alfa-idrossialprazolam, alfa-idrossimidazolam, alprazolam, brolazepam, clozapam, clonazepam, demoxepam, desalkifluorazepam, sefenilfunitrazepam, diazepam, estazolam, flunitrazepam, flurazepam, lorazepam, lormetazepam, medazepam, midazolam, nitrazepam, norclobazam, nordiazepam, oxazepam, prazepam, temazepam, tetrazepam, trazodone, triazolam, zaleplon, zolpidem, zopiclone

FARMACOGENETICA



LA VARIABILITA' INTER-INDIVIDUALE NELLA RISPOSTA AI FARMACI
La variabilità nella risposta al trattamento farmacologico tra paziente e paziente costituisce da sempre uno dei problemi più rilevanti nella pratica clinica. Le risposte individuali ai farmaci, infatti, variano molto: si possono, infatti, osservare in alcuni pazienti rispetto ad altri, effetti terapeutici ridotti o addirittura assenti, reazioni avverse o effetti collaterali, nonostante sia stato somministrato lo stesso farmaco alla stessa posologia.

Questa variabilità inter-individuale veniva, nel passato, attribuita principalmente all’influenza di fattori non genetici come ad esempio l’età, il sesso, lo stato nutrizionale, quello di funzionalità renale ed epatica, le abitudini di vita con particolare riferimento alla dieta e all’abuso di alcool e fumo, la concomitante assunzione di altri farmaci o la presenza di comorbidità. Attualmente si ritiene che, oltre ai fattori sopra menzionati, giochino un ruolo importante nella risposta individuale ai farmaci anche quelli ereditari. 

Risultati di studi su gemelli monozigotici e dizigotici suggeriscono che, per taluni farmaci soggetti a intenso metabolismo, i fattori genetici esercitano un ruolo importante nel determinare la variabilità farmacocinetica e farmacodinamica. Le conseguenze cliniche della variabilità interindividuale nella risposta al trattamento farmacologico possono essere quindi rappresentate dal fallimento terapeutico (mancata o solo parziale efficacia della terapia), da effetti collaterali di un determinato principio attivo o da reazioni avverse anche gravi e talvolta fatali.



  • 5-Hydroxytryptamine transporter (5-HTT, SLC6A4) 

  • CYP19 (Aromatasi) 

  • CYP1A2 

  • CYP2B6
  • CYP2C19
  • CYP2C8
  • CYP2C9
  • CYP2D6
  • CYP2E1
  • CYP2J2
  • CYP3A4
  • CYP3A5
  • CYP4B1
  • Diidropirimidina deidrogenasi (DPD)
  • DRD2 (recettore per la Dopamina)
  • EPHX1
  • EPHX2
  • FSHR (Recettore del FSH)
  • GSTM1
  • GSTP1 - glutatione S-transferasi P1 
  • GSTT1
  • LH- Recettore (LHR) gene
  • MDR1 - Gene della resistenza multipla ai farmaci
  • N-acetiltransferasi 2 (NAT2)
  • Recettore Estrogenico 1 (ESR1)
  • Recettore Estrogenico 2 (ESR2)
  • Risposta stimolazione ovarica - pannello
  • SULT1A1
  • SULT1A2
  • Timidilato sintasi (TS)
  • UGT1A1 - UDP-glucorosil-transferasi A1
  • UGT1A6
  • UGT1A7
  • UGT2B15
  • UGT2B4

TOSSICOLOGIA CLINICA

La tossicologia è la branca della farmacologia, il cui interesse si estende anche alla chimica, che studia sintomi, meccanismi e trattamenti degli avvelenamenti di persone e animali ad opera di droghe, veleni o farmaci. Il principale parametro per determinare la tossicità di una sostanza è la dose: infatti, quasi tutte le sostanze, in certe dosi o in determinate circostanze possono essere tossiche. Il compito principale della tossicologia è comprendere l'azione diretta o indiretta delle sostanze coinvolte in episodi di intossicazione e degli enzimi coinvolti nel loro metabolismo. Molte sostanze considerate veleni sono infatti tossiche solo indirettamente. Tra i compiti della tossicologia vi sono anche quelli di identificare quali enzimi del fegato rendono tossica una determinata sostanza, quali sono le sostanze tossiche prodotte, sotto quali condizioni e in quali individui avviene tale trasformazione, e con quali metodi si possono contrastare le intossicazioni stesse.

L’unità operativa svolge attività clinica e di ricerca (epidemiologica, clinica e sperimentale) nel campo della tossicologia medica.

Settori di ricerca principali sono:

  • tossicologia clinica ed epidemiologia delle intossicazioni (in tutte le fasce di età), con particolare riferimento alle patologie da nuove sostanze d’abuso, da intossicazioni alimentari e ambientali, da farmaci, da prodotti per uso domestico, da metalli. Attività di ricerca specifiche riguardano gli antidoti e la diagnostica analitico-tossicologica, specie in relazione agli aspetti organizzativo-gestionali applicabili nel sistema sanitario nazionale (SSN), nonché i sistemi di tossicovigilanza e di allerta (in ambito istituzionale e industriale);
  • tossicologia sperimentale e traslazionale, comprendente tossicologia in vitro, tossicologia cellulare, studio di indicatori precoci di effetti tossici, sviluppo di nuovi test molecolari applicabili alla diagnosi delle intossicazioni acute e croniche e delle nuove sostanze d’abuso.
  • tossicologia analitica-clinica, per la messa a punto metodi specifici, a supporto dell’attività di ricerca clinica, nonché per la diagnosi delle intossicazioni acute e croniche da sostanze d’abuso, farmaci, pesticidi, metalli, tossine naturali, inquinanti ambientali da attività produttive: i test analitici vengono effettuati presso laboratori accreditati. Il 60% delle richieste di esami clinici proviene da strutture extra-regionali.

Attività di ricerca

  • Test diagnostici: il Laboratorio di Tossicologia utilizza speciali metodi biochimici a fini diagnostici per valutare: (i) la presenza di precoci alterazioni neurologiche di origine tossica (es. attività di secondi messaggeri nei linfociti), (ii) alterazioni d’organo sub-cliniche collegate all’abuso di alcol, (iii) l’intossicazione da funghi (Amanita phalloides) con diagnosi in urgenza anche nella fase pre-sintomatica (alfa-amanitina urinaria ed ematica), (iv) i parametri di esposizione a sostanze psicotrope/stupefacenti e/o ai loro metaboliti, (v) marker sistemici di infiammazione e di stress ossidativo (citochine, fattori di crescita, SOD1, GPx1, F2-isoprostani, malondialdeide, ecc.), (vi) determinazione di 40 elementi metallici in matrici biologiche.
  • Monitoraggio biologico e ambientale dell’esposizione a metalli per la valutazione del rischio legato a condizioni fisiopatologiche particolari. Tali ricerche vengono svolte in collaborazione con diversi Enti di Ricerca e Università.