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Una persona misura la glicemia pungendo il polpastrello con il pungidito
Metabolismo 30 ottobre 2026 · 9 minuti di lettura

Puoi avere il diabete da anni senza saperlo: ecco come scoprirlo in tempo

Il diabete spesso non dà nessun fastidio per anni. Ecco che cos'è, quali esami servono per scoprirlo, quali valori sono normali e che cosa puoi fare per prevenirlo.

Molte persone scoprono di avere il diabete per caso, con un esame del sangue fatto per altri motivi. Succede perché nella forma più comune il diabete non fa male e non dà sintomi, a volte per anni. Nel mondo più di quattro adulti con il diabete su dieci non sanno di averlo. Eppure per scoprirlo basta un semplice prelievo.

Che cos'è il diabete

Quando mangiamo, gli zuccheri degli alimenti passano nel sangue sotto forma di glucosio, il carburante delle nostre cellule. Per entrare nelle cellule il glucosio ha bisogno di una chiave: l'insulina, un ormone prodotto dal pancreas.

Nel diabete questa chiave manca o funziona male. Il risultato è che lo zucchero resta nel sangue: la glicemia, cioè la quantità di zucchero nel sangue, rimane troppo alta. Col passare degli anni lo zucchero in eccesso danneggia i vasi sanguigni, e con loro occhi, reni, nervi e cuore. Per questo è importante scoprirlo presto.

589 mln adulti con il diabete nel mondo: circa uno su nove
4 su 10 non sanno di averlo
>4 mln le persone con il diabete in Italia
1 su 4 gli over 65 con il diabete al Sud e nelle Isole

I tipi di diabete

  • Diabete di tipo 2. È il più comune: riguarda circa 9 persone con il diabete su 10. Il pancreas produce insulina, ma il corpo non riesce a usarla bene. Compare di solito in età adulta ed è favorito da sovrappeso, pancia, poca attività fisica e familiarità. Spesso non dà sintomi.
  • Diabete di tipo 1. Il sistema immunitario attacca per errore il pancreas, che smette di produrre insulina. Colpisce soprattutto bambini e ragazzi, ma può comparire a ogni età. Non dipende da cosa si mangia. Si cura con l'insulina, per tutta la vita.
  • Diabete gestazionale. Compare in gravidanza e di solito sparisce dopo il parto. Chi lo ha avuto, però, ha più probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 negli anni successivi.

Esistono anche forme più rare, che il diabetologo riconosce con esami specifici.

I sintomi

Quando la glicemia è molto alta possono comparire:

  • bisogno di urinare spesso, anche di notte;
  • sete intensa e bocca secca;
  • dimagrimento senza motivo;
  • stanchezza continua;
  • vista annebbiata;
  • infezioni che tornano spesso (urinarie, genitali, della pelle) e ferite che guariscono lentamente.

Nel diabete di tipo 2, però, questi segnali arrivano tardi o non arrivano affatto. Per questo non bisogna aspettare i sintomi per fare il controllo.

Attenzione ai bambini

Se un bambino beve tantissimo, fa spesso pipì o ricomincia a bagnare il letto, dimagrisce ed è sempre stanco, fate subito una glicemia. In Italia quasi un bambino su due scopre il diabete di tipo 1 quando è già in chetoacidosi, una complicanza grave. Se compaiono anche vomito, mal di pancia, respiro affannoso o sonnolenza, andate subito al Pronto Soccorso.

Gli esami per scoprirlo

Per fare la diagnosi bastano tre esami del sangue:

  • Glicemia a digiuno. Misura lo zucchero nel sangue al mattino, dopo almeno 8 ore senza mangiare. L'acqua si può bere.
  • Emoglobina glicata (HbA1c). Mostra la media della glicemia degli ultimi 2-3 mesi. Non serve il digiuno, e non cambia se la sera prima hai mangiato un dolce.
  • Curva da carico (OGTT). Si beve una bevanda con 75 grammi di zucchero e si misura la glicemia dopo 2 ore. Serve a scoprire il diabete quando è ancora agli inizi.

Ecco come si leggono i risultati:

EsameNormalePrediabeteDiabete
Glicemia a digiuno sotto 100 mg/dl da 100 a 125 mg/dl 126 mg/dl o più
Emoglobina glicata sotto 42 mmol/mol (6%) da 42 a 47 mmol/mol (6–6,4%) 48 mmol/mol (6,5%) o più
Curva da carico, dopo 2 ore sotto 140 mg/dl da 140 a 199 mg/dl 200 mg/dl o più

Due cose importanti da sapere:

  • Un solo valore alto non basta. Di solito il medico fa ripetere l'esame in un altro giorno, per avere la conferma.
  • Il glucometro di casa non serve per la diagnosi. È utilissimo a chi il diabete ce l'ha già, ma per scoprirlo serve un prelievo in laboratorio, che è più preciso.
Hai l'anemia o sei portatore di talassemia?

Nel Sud Italia sono frequenti i portatori sani di talassemia, la cosiddetta anemia mediterranea. In questi casi, e anche se hai poco ferro nel sangue, l'emoglobina glicata può risultare più alta o più bassa del vero. Dillo sempre al medico e al laboratorio: aiuta a leggere bene il risultato.

Gli altri esami utili

Oltre alla diagnosi, alcuni esami aiutano a capire il rischio e a controllare che il diabete non abbia già fatto danni. Nel nostro laboratorio si eseguono:

EsameA che cosa serve
Insulina e indice HOMA Dicono se il corpo fa fatica a usare l'insulina (la cosiddetta insulino-resistenza), che spesso viene prima del diabete. Utili per capire il rischio, ma da soli non fanno diagnosi.
Microalbuminuria Un esame delle urine che controlla i reni. È il primo segnale che il diabete li sta affaticando, e chi ha il diabete dovrebbe farlo ogni anno.
Creatinina Un esame del sangue che misura quanto bene lavorano i reni.
Colesterolo e trigliceridi Il diabete aumenta il rischio per cuore e arterie: tenere sotto controllo anche i grassi nel sangue è importante quanto la glicemia.
Esame delle urine Lo zucchero nelle urine compare quando la glicemia è molto alta. È un indizio, ma un'urina normale non basta a escludere il diabete.

Glicemia, emoglobina glicata, insulina con indice HOMA, microalbuminuria, colesterolo e trigliceridi sono tutti compresi nel Check-up Metabolico. La curva da carico e gli altri esami si possono aggiungere con il percorso personalizzato.

Chi dovrebbe fare il controllo

Le linee guida internazionali consigliano di controllare glicemia o emoglobina glicata:

  • a tutti, dai 35 anni in poi, anche se stanno bene;
  • prima dei 35 anni a chi è in sovrappeso e ha almeno uno di questi fattori di rischio: un genitore, un fratello o una sorella con il diabete; pressione alta; colesterolo o trigliceridi alti; vita sedentaria; diabete durante una gravidanza; ovaio policistico; malattie del cuore.

Se gli esami sono normali, il controllo si ripete almeno ogni 3 anni. Se sei nella fascia del prediabete, ogni anno.

Il prediabete: il momento giusto per agire

Prediabete vuol dire che la glicemia è già un po' alta, ma non ancora abbastanza per parlare di diabete. Non dà sintomi, ma è un campanello d'allarme. Ed è il momento in cui si può fare di più.

Un grande studio americano, il Diabetes Prevention Program, lo ha dimostrato su oltre 3.000 persone con prediabete. Alle persone del gruppo «stile di vita» è stato chiesto di perdere circa il 7% del peso (5 chili, se pesi 70 chili) e di camminare a passo svelto per 150 minuti a settimana. Risultato: il rischio di ammalarsi di diabete è sceso del 58%, più della metà. Meglio del farmaco usato nello stesso studio.

Anche chi ha già il diabete di tipo 2 può migliorare molto. In uno studio inglese su persone con una diagnosi recente, quasi una su due di quelle che hanno seguito una dieta guidata dai medici è tornata, dopo un anno, a valori normali senza farmaci. I medici la chiamano remissione: non è una guarigione, perché se i chili tornano spesso torna anche il diabete, ma è un risultato concreto. Va sempre fatta con il proprio medico, mai da soli.

Che cosa puoi fare da subito
  • Muoverti ogni giorno: anche una camminata veloce di 30 minuti, 5 giorni a settimana.
  • Portare in tavola più verdura, legumi e cereali integrali.
  • Ridurre bibite zuccherate, succhi e dolci.
  • Perdere qualche chilo, se sei in sovrappeso: anche pochi chili fanno la differenza.
  • Non fumare.

Se hai già il diabete: i controlli da non saltare

Il diabete ben controllato permette una vita normale. Il segreto è non saltare i controlli, che servono a scoprire presto eventuali problemi:

  • emoglobina glicata ogni 3-6 mesi;
  • microalbuminuria e creatinina una volta l'anno, per i reni;
  • visita degli occhi (fondo dell'occhio) ogni 1-2 anni, o come indicato dall'oculista;
  • controllo dei piedi almeno una volta l'anno;
  • pressione e colesterolo, regolarmente.

Per molti adulti l'obiettivo è un'emoglobina glicata intorno al 7% (53 mmol/mol), ma il valore giusto lo decide il medico, persona per persona. Eppure in Italia circa una persona con il diabete su tre non ha fatto l'emoglobina glicata nell'ultimo anno.

Falsi miti

  • «Ho solo un po' di zucchero.» Il diabete «leggero» non esiste: o si è nel prediabete, che va seguito, o si ha il diabete, che va curato.
  • «Il diabete viene a chi mangia troppi dolci.» Non è così semplice. Il tipo 1 non dipende dal cibo. Il tipo 2 dipende soprattutto da peso, sedentarietà, età e familiarità.
  • «Chi ha il diabete non può mangiare la frutta.» Falso: la frutta fresca, nelle giuste quantità, va bene. Meglio evitare succhi e frutta sciroppata.
  • «Mi sento bene, quindi non ho il diabete.» È proprio così che milioni di persone non sanno di averlo.
  • «Se devo fare l'insulina vuol dire che ho fallito.» No: l'insulina è una cura come le altre, e iniziarla quando serve protegge il corpo.

Le novità

Dal 2023 l'Italia è il primo Paese al mondo ad avere una legge per lo screening del diabete di tipo 1 e della celiachia nei bambini: con un esame del sangue si cercano gli anticorpi che annunciano la malattia anni prima dei sintomi. E a gennaio 2026 è stato approvato in Europa il primo farmaco che può ritardare il diabete di tipo 1, in media di circa due anni, nelle persone dagli 8 anni in su in cui la malattia è già cominciata ma non dà ancora sintomi.

Quando andare dal medico

Parlane con il tuo medico se:
  • hai sete continua, urini spesso o stai dimagrendo senza motivo;
  • hai infezioni che tornano o ferite che non guariscono;
  • hai la vista annebbiata, formicolii o bruciori ai piedi;
  • in un esame di routine la glicemia a digiuno è sopra 100 mg/dl o la glicata è dal 6% in su;
  • hai avuto il diabete in gravidanza, anche se poi è passato.

In breve

  • Il diabete può restare nascosto per anni, senza sintomi.
  • Per scoprirlo bastano glicemia a digiuno ed emoglobina glicata.
  • Dai 35 anni il controllo va fatto da tutti, prima se ci sono fattori di rischio.
  • Il prediabete si può fermare: movimento, alimentazione e qualche chilo in meno riducono il rischio di oltre la metà.
  • Ogni risultato va letto insieme al proprio medico.

Riferimenti principali

  1. American Diabetes Association. Standards of Care in Diabetes—2026. Diabetes Care, 2026.
  2. AMD – SID. Standard italiani per la cura del diabete mellito.
  3. International Diabetes Federation. IDF Diabetes Atlas, 11ª edizione, 2025.
  4. Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro. Sorveglianze PASSI e PASSI d'Argento: il diabete.
  5. Knowler W.C. et al. Reduction in the incidence of type 2 diabetes with lifestyle intervention or metformin. New England Journal of Medicine, 2002.
  6. Lean M.E.J. et al. Primary care-led weight management for remission of type 2 diabetes (DiRECT). The Lancet, 2018.
  7. Rabbone I. et al. Diabetic ketoacidosis at the onset of disease during a national awareness campaign. Archives of Disease in Childhood, 2020.
  8. Legge 15 settembre 2023, n. 130, sullo screening pediatrico del diabete di tipo 1 e della celiachia.

Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce il parere del medico. Le indicazioni riportate non costituiscono diagnosi né prescrizione: la scelta degli esami, la lettura dei referti e ogni decisione sulla terapia spettano al medico curante o al diabetologo.

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